Scomparsa il 14 dicembre 2021, il corpo di Liliana viene ritrovato venti giorni dopo: dubbi e ombre su una morte ancora inspiegabile
Luciano Garofano, già comandante del RIS di Parma e noto esperto di indagini scientifiche, non ha dubbi: “Gli errori commessi nelle prime fasi investigative hanno compromesso in modo irreversibile la possibilità di fare chiarezza sulla morte di Liliana Resinovich.” A quasi tre anni di distanza, il caso della donna scomparsa a Trieste e trovata senza vita in un’area boschiva il 5 gennaio successivo rimane uno dei misteri più intricati. La causa del decesso è stata indicata come asfissia, ma ancora non è chiaro se si sia trattato di suicidio, omicidio o di un evento naturale.
Recenti indiscrezioni portate alla luce dai familiari della vittima hanno riaperto il dibattito. Durante una nuova analisi del cadavere, sono state riscontrate lesioni che potrebbero indicare un’aggressione, sollevando il sospetto di un omicidio. A sostegno di questa ipotesi, i parenti hanno segnalato che il corpo di Liliana non presentava segni di morsi di animali, e i suoi effetti personali, inclusi vestiti e sacchi, erano in ordine.
Tra gli elementi più controversi ci sono le condizioni del cadavere. Nonostante la prolungata esposizione agli agenti atmosferici, il corpo era sorprendentemente ben conservato, una circostanza che ha destato sospetti. Gli investigatori hanno rilevato lividi e altre lesioni sul corpo di Liliana, che potrebbero essere compatibili con un’aggressione, ma che restano senza una spiegazione definitiva.
Anche l’analisi dei dispositivi elettronici della donna, inclusi il cellulare e il computer, non ha dissipato i dubbi. Messaggi e contatti recenti suggeriscono legami con persone dell’ambito degli affari e della salute mentale, ma il contenuto di queste comunicazioni non è stato sufficientemente approfondito.
Garofano sottolinea come gli errori nelle indagini iniziali abbiano reso più complesso giungere alla verità, nonostante la riesumazione e il riesame condotto da esperti. Tuttavia, le nuove analisi non sono riuscite a colmare le lacune investigative. La famiglia di Liliana resta in attesa di risposte, mentre la comunità triestina continua a domandarsi cosa sia realmente accaduto a Liliana Resinovich in quei venti giorni di buio.
